SANTIAGO CALATRAVA: L’uomo dalle linee morbide

Di Antonio Gregolin                                     –Diritti riservati  di testo e foto-

CALATRAVA: L ‘ARCHISTAR”  FUORI DALLE REGOLE

Pacato, morbido nei gesti, il catalano Santiago Calatrava sgrana gli occhi davanti al suo ponte di Venezia e cerca di tapparsi gli orecchi per non essere assordato dalle tante, troppe, polemiche che hanno indotto a cancellarne l’inaugurazione.  Lui che sta scrivendo pagine insigni dell’architettura mondiale si presenta con un fare affabile, per niente snob, particolarmente attento a ribadire i meriti agli italiani che definisce “i migliori maestri costruttori e operai del mondo”. “Tutta colpa del vostro Rinascimento –aggiunge l’architetto in perfetto italiano-, che in città come Venezia è rimasto nell’aria come ancora nelle mani della sua gente. E i risultati si ammirano, riconosciuti a voi italiani in tutto il mondo…”.

RIFAREBBE CIO’ CHE HA FATTO A VENEZIA, DOPO LE CRITICHE PER IL COSTO ELEVATO DEL SUO PONTE? Immediatamente, perché è il sogno di ogni architetto, antico e moderno! Qui avete delle maestranze che in nessun’altra parte del mondo trovo, che sanno lavorare vetro, acciaio, pietra.

LEI NON E’ SOLO UN ARCHITETTO, MA ANCHE PITTORE E SCULTORE COME IN FONDO ERANO GLI ANTICHI … Rispetto il titolo che porto, quello di architetto che in greco significa proprio “a capo di chi lavora”. Sì è vero sono un pittore e uno scultore un po’ geloso delle mie opere che conservo nello studio di New York.

QUANDO HA SENTITO DI VOLER DIVENTARE UN ARCHITETTO? Da giovane, avevo 16 anni…

QUAL E’ STATO IL MOMENTO IN CUI HA SENTITO DI ESSERE FINALMENTE RIUSCITO AD ENTRARE  NEL REGNO DELL’ARCHITETTURA MONDIALE? Mai! Mai…

SI SENTE PIU’ UN ARCHITETTO MODERNO O UN MAESTRO DI BOTTEGA RINASCIMENTALE? Mi sento legato al mio tempo…

LA PRIMA COSA CHE GLI VIENE IN MENTE QUANDO LE DICO : BERNINI? La magnificenza della Basilica di S.Pietro

MICHELANGELO? La Pietà’

RENZO PIANO? Il Poumpidou di Parigi

COSA LE PIACE DI PIU’ DEL SUO MESTIERE? Mi piace  poter lavorare  in opere che hanno una scala umana.

COSA  LE PIACE MENO? Faccio fatica a dirglielo. Forse perché amo troppo il mio mestiere

STA CAMMINANDO IN UN BOSCO: COSA ATTIRA DI PIU’ LA SUA ATTENZIONE? Il verde, la freschezza il senso di vitale spazialità…

…IN UNA CITTA’? La dimensione umana

E’ PIU’ FELICE QUANDO SCOLPISCE, DIPINGE O PROGETTA? Sicuramente quando dipingo

QUANDO NON E’  IMPEGNATO IN  TUTTO QUESTO, COS’ALTRO FA? Dipingo per progettare

LA CITTA’ CHE AMA DI PIU’? Valencia la mia città natale. Poi Venezia

QUANDO LA CHIAMANO MAESTRO, COSA PROVA? Penso che sto diventando davvero vecchio

HA UNA SUA BOTTEGA? Sì, io lavoro in modo intimo…

QUAL E’ LA SUA PIU’ GRANDE PAURA? Non essere all’altezza delle circostanze

E LA SUA PIU’ GRANDE SODDISFAZIONE? Vedere  le mie opere ben adoperate.

CREDE DI AVER GIA’ PROGETTATO LA SUA OPERA MIGLIORE? La maturità in architettura, arriva con la mostra stessa maturità che poi è frutto dell’esperienza artigianale di ogni essere umano. Così credo che il ponte di Venezia sia mia un’opera  matura. Questo mi da profonda soddisfazione. Forse ad oggi questa è la mia opera migliore!

LE VIENE COMMISSIONATO  UN PONTE: DA DOVE  INIZIA? Dal luogo e dalla forma del territorio in cui dovrà essere collocato

QUAL E’ LA FORMA GEOMETRICA CHE PIU’ LE PIACE? Le curve.

QUELLA MENO? Gli spigoli, ma anche le stesse curve quando sono usate male.

E’  DUNQUE PIU’ PORTATO PER LA MORBIDEZZA DELLE FORME  CHE  LA RIGIDEZZA. QUESTO RISPECCHIA IL SUO CARATTERE? No, però  mi piace il contrasto tra il rigore  strutturale e la leggerezza.

IL SUO STATO D’ANIMO ATTUALE (2009)? Felice o quasi…

E’ CONOSCIUTO ANCHE PER ESSERE UNA PERSONA SCHIVA AL GOSSIP E ALLA MONDANITA’ E’ VERO QUESTO? Assolutamente vero!

CREDE IN DIO? Profondamente!

METTE DUNQUE DELLA SPIRITUALITA’ NELLE SUE OPERE? Sì, come in tutte le opere dell’uomo.

MOLTI ARCHITETTI HANNO DATO IL MEGLIO DI SE, PROGETTANDO CHIESE MONUMENTALI . LEI INVECE PREFERISCE LA PROGETTAZIONE  URBANA? HA MAI PENSATO DI REALIZZARE UN CHIESA? Di fatto che l’incontro con la sacralità si può vedere anche in un ponte. Un ponte serve a relegare e la parola “religione” viene proprio da religere.

TORNEREBBE A RIFARE IL PONTE SUL CANAL GRANDE? Con piacere

IL PEGGIOR DIFETTO DEGLI ITALIANI? Io ho una grande miopia in queste cose…

…E  IL LORO MAGGIOR PREGIO? Sono consapevole di vivere in uno dei paesi (l’Italia) se  non il paese più bello del mondo

C’E’ FUTURO PER L’ARCHITETTURA ITALIANA? C’è un presente! L’ha avuto sempre e questo che conta per il futuro.

…E PER I GIOVANI ARCHITETTI ITALIANI? Il loro tempo verrà, ne sono sicuro…

Il PONTE DI VENEZIA E’ UN’ALTRA OPERA CHE LEI CONSEGNA ALLA STORIA, COME SI SENTE UN UOMO CHE SA DI ENTRARE NELLA STORIA DI UNA CITTA’? Come un architetto-costruttore che ha lasciato un suo segno sull’esempio di quanti l’hanno preceduto, rendendo unica una città come questa!

COME INVECE VORREBBE ESSERE RICORDATO? Come uno che ha amato profondamente il mestiere che fa e soprattutto ha amato Venezia.

COSA NON HA ANCORA FATTO, CHE VORREBBE FARE? Sono più le cose che non ho ancora fatto, che quelle che ho già realizzato. Spero così di avere ancora del tempo a disposizione per poterne fare altre .

1 Responses to SANTIAGO CALATRAVA: L’uomo dalle linee morbide

  1. acufeni says:

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