GLI UOMINI CHE VIVONO SUGLI ALBERI

ATTENZIONE Il seguente testo e foto anche parziali sono riservati e tutelati da copyright 2013. Qualsiasi riproduzione o utilizzo deve essere autorizzato dall’autore ed editore.

Sono un nucleo di famiglie che hanno scelto di mettere su casa tra gli alberi. Questa è la storia dei primi “arboricoli” d’Italia che si sapeva esistessero, ma nessuno era ancora riuscito a raccontare e fotografare. In esclusiva, il racconto dei quindici speciali inquilini “verdi”, compresa una giovanissima bimba nata direttamente su un castagno…

Cè chi può vantare d’essere nato sotto un cavolo. E chi invece può dire d’essere nato su un albero. Differenza che fa subito volare la fantasia, se non fosse che per una bambina tutto questo è già realtà. Sembra l’incipit di una delle storie del “Barone rampante” di Italo Calvino, invece è l’esperienza quotidiana di un gruppo di uomini, donne e una bambina (Galatea di cinque anni), definiti come “arboricoli”, che hanno scelto di vivere  confortevolmente in un villaggio sospeso tra gli alberi. Un desiderio di molti, ma un privilegio di pochi; anzi, pochissimi, al punto da essere un caso internazionale. Di “arboricoli”  infatti, in Europa se ne trova traccia di casi singoli, mentre qui parliamo di sette case e quindici persone che vivono tra le montagne del NorOvest d’Italia.

Viene subito da chiedersi se ci trovi sul confine tra la realtà e la leggenda!? Ma per convincersi che questa è realtà, basta alzare lo sguardo e scoprire che le case sono sostenute da piante di castagno e carpino, tra bioedilizia e filosofia naturale.

ROMANTICI TRA GLI ALBERI?

Agli inizi era un’idea romantica,  quella di andare a vivere tra le chiome degli alberi –mi racconta la bassanese Alessandra, 30 anni, e Dario, piemontese, genitori della piccola Galatea-, che nel tempo  si è trasformata prima in progettazione, poi realizzazione e oggi in una realtà perfettamente funzionale con le nostre esigenze di vita moderna”. Non uomini fuori dal tempo dunque o “fuggiaschi” dalla quotidianità, ma temerarie persone dedite ad un equilibrio interiore che le ha indotte a scegliersi uno stile di vita che custodiscono gelosamente. Così chi si aspetta di trovarsi di fronte a dei “nostalgici primitivi”, rimane deluso. Chi sbrigativamente volesse definirli come “figli dei fiori”, resta sconcertato quando sente che in realtà, questi “arboricoli” sono manager, farmacisti, ricercatori, infermieri e orafi. Gente che in alcuni casi ha il proprio laboratorio o ufficio, sospeso a sette metri d’altezza, con una veduta mozzafiato dalla cima degli alberi. Dentro le case tutti i confort di un appartamento di città: elettricità, telefoni, bagni e addirittura un idromassaggio. “Ditemi che sto sognando?” chiedo a uno di questi moderni Robin Hood. “Macchè,  questa è la nostra quotidiana realtà che ci siamo costruiti pian piano, con estrema determinazione. Diciamo che è il nostro sogno trasferito sugli alberi!” mi  rispondono.

Il paese vero, quello storico costituito di case di pietra è lontano appena quattro chilometri dal bosco, ma se chiedete in giro dove sono gli uomini che vivono sugli alberi, qualcuno scrolla le spalle e ti risponde: “Bòh! Sono sulla montagna…” senza però indicare  una direzione precisa. Il sospetto è che in pratica qui tutti sappiano, ma nessuno voglia dire ciò che sa, aumentando la suspance fantasy sul possibile incontro. Impossibile davvero resistere alla curiosità di sapere dove si trova questo luogo magico. La  guida si offre di mostrarmelo ad una condizione: assicurare che per rispettare l’armonia e la tranquillità di questi ”inquilini” scongiurando la fila di possibili curiosi, non avrei svelato il luogo. La mia fu una promessa, che oggi vale quanto un giuramento d’amicizia. Scopro  così  di essere il primo giornalista a raccontare la loro straordinaria esperienza.

ARBORICOLI, ALIENI O SFASATI?

Non siamo figli dei fiori, come vorrebbero dipingerci! Neppure alieni, come pure –speriamo-  degli sfasati o disadattati. Men che meno eremiti – spiega papà Dario, 51 anni che nella vita fa l’importatore di rum cubano in Italia-, se abbiamo intrapreso questa esperienza, innalzando per così dire il nostro modo di vivere, recuperando quella vivibilità che sentivamo di perdere nelle nostre città! Ecco perché  qui  ci sentiamo di vivere più intensamente!”

Per arrivare fino alle pendici del bosco, si viene condotti attraverso una stretta strada di montagna che sale su fino a diventare un sentiero obbligandoci, dove poi si abbandona l’auto. “Il nostro villaggio è tra quegli alberi là…”, ci indica Dario costringendomi a sgranare gli occhi per scovare qualche finestra spuntare tra le foglie. Ma niente, le mie viziate abitudini urbane non mi permettono ancora di vedere oltre le lussureggianti chiome arboree. E’ difficile per gente come me abituata al cemento, immaginarsi come dev’essere un villaggio sugli alberi. Il mio sforzo verrà presto ripagato e anticipato dal suono antico di una conchiglia che fa eco nella valle: “E’ il segnale che è mezzodì!”, mi spiega Dario mentre si sfila la cravatta e indossa un paio di scarponi, invitandomi  a seguirlo per  il piccolo sentiero che si spinge nel bosco.

COME IN UNA FIABA

Pochi metri più in alto, luci e ombre  mi restituiscono un istintivo ritmo primordiale: “E’ l’effetto del “Bosco Vecchio” di Dino Buzzati  –incalza Dario per niente stupito dalla mia reazione-, figuratevi se dopo  aver scoperto questo, abbiamo ancora voglia di tornarcene  nel caos delle città! Se potessimo, staremmo ancora più in alto dei sette metri d’altezza delle nostre case di oggi”. Ciò che in realtà mi si mostra dinnanzi è ciò che in parte ho sognato da bambino, con case sospese e collegate da passerelle aeree e fumaioli che riempiono l’aria di profumi resinose. In questo ambiente  sembra esserci più vita nell’aria che in terra:  “Ma non si creda che la nostra scelta – rimarca Dario-, sia un nostalgico ritorno al passato!”.

“Non abbiamo rinnegato affatto i confort moderni e la tecnologia, che qui invece cerchiamo di utilizzare al meglio e senza sprechi, ottimizzando i  consumi. Non siamo scappati dalla società: abbiamo solo scelto di migliorare noi stessi, modificando il nostro stile di vita attraverso un contatto più diretto con gli elementi”. Un pensiero quello di Dario che riassume appieno la filosofia di questi tredici “cittadini arborei”. Case sugli alberi come le loro, piccole o grandi,  si trovano sparse qua e là in tutta Europa: “Ma  nessuno prima era arrivato a costruire un nucleo abitativo completo come il nostro. Ora però saliamo…” mi intima una graziosa signora . Questo significa però cambiare il mio punto di vista.

GENITORI, COSTRUTTORI, INVENTORI E SOGNATORI

“Benvenuto!”.  Sette metri da terra, in una casetta ad un piano unico, con graziose pareti decorate da fregi lignei, frutto dell’abilità artigianale dei suoi costruttori, vive papà Dario con mamma Alessandra e la piccola Galatea, la reginetta del bosco. Pochi gradini bastano per osservare il mondo da un’angolazione nuova: “Da qui noi osserviamo il bosco come pochi hanno il privilegio di vedere– mi dice accogliendomi Alessandra, che nella vita fa la consulente ambientale-, diciamo che da qua guardiamo  gli alberi in faccia…”. “Lì, vive Angelo che fa l’orafo. Là invece, Alice e Giorgio, due infermieri che lavorano in un vicino ospedale”.

“In quella casa invece, c’è Carla che fa la farmacista e psicologa e Maria Pia con Salvatore che sono biologi. Ma c’è anche chi come Elisabeth e Ghisela è arrivato fin quassù dalla Germania, per vivere su un albero italiano…”.  Ognuno qui  si è costruito e si costruisce il proprio “nido” non senza fatica, come Elisabeth  che trovo  intenta a issare delle travi che andranno a comporre quella che sarà (ed oggi è) la più grande e spaziosa  casa dell’intero villaggio,  con ben tre piani, con annesso piccolo osservatorio  che spunta dalle chiome del bosco.

 

NATA SOTTO UN CAVOLO? NO, SU UN ALBERO!

La piccola Galatea che  oggi ha 5 anni è la  prima bambina nata e  cresciuta sulla cima di  un castagno. Essere nata sugli alberi è  un fatto che non può  non concorrere  all’educazione e crescita di una piccola bambina. Mamma Alessandra che nella vita oltre essere genitore è un consulente ambientale, da Carpanè nel bassanese (Vi) si è trasferita dieci anni fa nel bosco piemontese, con la volontà di dare  ritmi diversi alla sua vita. “Sono felice che mia figlia sia nata e stia crescendo nella maniera più naturale possibile…” spiega la mamma. Galatea è nata su un castagno il 31 dicembre 2005, con un parto il più naturale possibile. Un primato che difficilmente , immagino, verrà riportato nel suo documento d’identità.

L’altra sua  fortuna –spiega la mamma- è stata quella di avere come assistenti due nostri vicini di “pianta” che nella vita fanno l’infermiere e l’ostetrica”. “Se ve ne fosse stato di bisogno –assicura Alessandra-, sarebbe intervenuto anche un medico. Ma  quel giorno non servì e il primo vagito di questo bosco di castagni, fu proprio quello della piccola Galatea…”. “Un domani quando nostra figlia capirà la sua singolare nascita- sottolinea papà Dario-, siamo certi che lo farà con la stessa naturalezza con la quale stiamo cercando di farla crescere in questi anni…”.Oggi la piccola ha il suo piccolo regno nella confortevole casetta di legno, ma non disdice d’essere accompagnata lungo le pensiline che collegano le case, con il suo rito quotidiano che è la passeggiata nel bosco. “Non è come vivere in una caverna –dice la mamma-, Galatea crescerà come tutti gli altri bambini. Andrà a scuola, imparerà ad usare il computer; ma avrà, speriamo, quel qualcosa in più che molti altri suoi coetanei non hanno ricevuto  dal loro ambiente”. Per capire, basta guardare ciò che Galatea intravvede dalla finestra della sua cameretta non appena si sveglia: “Al mattino lei si risveglia col canto degli uccelli, sentendo lo stormire delle foglie e in certi casi il cullare del vento…”. Se non è fortuna questa!? Per ora, l’unica cosa diversa che i coniugi Baracco hanno dovuto fare, è l’aver messo delle reti di protezione lungo i camminamenti pensili: “Niente di più di quanto farebbero dei normali genitori che vivono in un condominio di città. I rischi sono calcolati, mentre i piaceri sono infiniti…”, assicurano i due genitori davanti allo sguardo curioso della piccola reginetta di questo bosco che sembra già volerli ringraziare.

COME SI COSTRUISCE UNA CASA SUGLI ALBERI?

Per costruirsi una casa come queste, per di più  agevole e sicura, –mi spiega Elisabeth-, servono cose essenziali come carrucole, corde, buone braccia e tanta volontà; il resto ci viene offerto dal bosco, con il legno e rocce, con la nostra aggiunta di un tocco di tecnologia utilizzando i materiali per coibentare dal freddo le pareti delle case”.

In realtà scopro poco dopo che progettare una casa così sugli alberi, è un vero e proprio lavoro d’ingegneria che si avvale dell’esperienza di costruttori di mezzo mondo uniti dalla medesima passione. “Non esistono professionisti tali da offrire competenze specifiche -mi spiega Dario-, per questo ci siamo avvalsi di più esperienze per poi cimentarsi nella nostra impresa”. Mi spiega come i  piloni di legno che creano una rete palafitticola affiancati agli alberi contribuiscono a dare stabilità e sicurezza alle case sospese: “Questo perché il peso delle case non può essere sostenuto da tronchi giovani che non superano la quarantina d’anni.

Qui da noi non esistono più alberi così maestosi, come quelli che possiamo vedere nei film, capaci di reggere pesi tanto consistenti. Per questo usiamo travi di otto metri, pesanti anche cinque quintali, poggiati su grossi massi per evitare la marcescenza del legno che vengono affiancati  ai castagni come tutori”. Il risultato è un perfetto equilibrio di forme: “Inutile dire che per noi il rispetto per l’ecosistema bosco, cioè il luogo dove viviamo, è di vitale importanza…”, replica Dario mentre mi offre del rum cubano che lui importa, che a  queste altezze ha un sapore ancora più incisivo . “Quando parto per un lavoro e resto lontano da qua, il mio desiderio è quello di farvi ritorno il prima possibile -spiega il manager- come se un’energia mi lasciasse andare e poi mi richiamasse a sé!”. “Le difficoltà però non mancano vivendo sugli alberi – mi racconta la giovane biologa Maria Pia-, è necessario un minimo di adattamento e spirito di sacrificio. Se piove o tira vento, si sta in casa. Così come se  c’è la neve o il ghiaccio. Ma in questi casi le difficoltà maggiori sono quelle di raggiungere il bosco con le macchine. E qui le peripezie non mancano… Anche salire le scale di legno o trasportare la spesa chiede un sacrificio in più che salire le scale di un condominio. Ma alla fine ci consoliamo, dicendoci che ne vale la pena! Eccome…”.

IL CANTO DEGLI ALBERI

“Per anni abbiamo cercato un posto che avesse  queste caratteristiche e dopo averlo trovato, oggi  sentiamo di averci messo le nostre radici”. “In fondo, – continua la biologa- basta organizzarsi e ogni sforzo viene mitigato. Le borse della spesa ad esempio, vengono issate con le carrucole, altrimenti c’è sempre qualcuno quassù pronto a darti una mano”. Anche il bosco da parte sua sembra aver accettato i suoi nuovi  inquilini: “Fino a due anni fa, la zona che ci circonda –mostra Maria Pia-, era impoverita dall’eccessivo sfruttamento forestale…”. “Ma rispettando l’ambiente, il numero delle specie vegetali, dagli alberi alle erbe spontanee, la natura ha ritrovato il suo equilibrio”. Le emozioni si susseguono e tutto appare una continua scoperta anche sul piano forestale: pure  mangiare a questa altezza, offre uno questo scenario da fare il verso ai migliori ristoranti panoramici del mondo. Per non parlare della notte, quando ci si sente cullare dal vento, col rumore delle castagne che cadono sul tetto a rompere l’incantesimo del silenzio.  Il ritmo si fa selvaggio e moderno al tempo stesso, in un equilibrio seduttivo che s’infrange non appena si è costretti a rimettere i piedi a terra, per partire. Percepisci un senso di nostalgia per ciò che stai abbandonando, conscio di uscire da un mondo fatto di cose semplici, dove il naturale più che un’idea, è una realtà che rende felici tredici persone e mezza (Galatea la piccola nata sui castagni), che dicono di sentire cantare gli alberi. E credetemi, non si fatica affatto credergli…

IL RITORNO …

Il racconto continua col mio ritorno tra il  popolo degli alberi, con nuove sorprese e costruzioni .

Il ritorno tra gli alberi è sempre  un’esperienza impagabile.  Ritrovare quegli amici, resta un piacere doppio: naturale  e  famigliare. Mancavo dal loro bosco da più di un anno, anche se la tecnologia mi  consente di contattarli a distanza. Ma la tecnologia appare qui lontana da certe autentiche  emozioni. Ritrovo così l’ormai consueto  rito , che resta anomalo per noi del mondo industrializzato: arrivare  con la macchina ai margini del bosco e qui fare il cambio di scarpe. L’autunno sembra essere passato in un batter baleno. Tutto è fitto, ma spoglio, compreso il cielo scevro di nubi. Salgo il sentiero con l’immancabile fiatone, la cui colpa dico sempre che è  delle borse che porto con me.

La fantasia che mi accompagna dopo aver vissuto qualche tempo quassù e aver respirato il “genius loci“del bosco. La curiosità  era poi stimolata dalla novità che mi sono state preannunciate. Sapevo che avrei visto la grande casa a tre piani da poco ultimata. Una specie di monumentale cattedrale realizzata con materiali naturali.

Mi era stato detto delle nuove passerelle come della “sala arborea ” per la musica delle piante. Entro nel bosco e ammiro frugando con lo sguardo. La  struttura a tre piani è lì che svetta tra gli albericome una torre e mi ripeto che se  ci fosse stato Robin Hood, questo abitava  di certo lì. Le passerelle hanno ormai formato una ragnatela nell’aria. Le voci amiche piene di saluti, echeggiano tra le case di legno. Eccoli i “folletti del bosco”.

Qualche volto nuovo e la piccola Galatea, nata e cresciuta tra gli alberi, si presenta cresciuta: ormai è un distinto cespuglio che mira a diventare albero. Il difficile però è distogliere lo sguardo dalle cose, prima che dai volti. E’ proprio al primo piano della nuova struttura abitativa che sarò ospitato. Una stanzetta di legno di quattro metri  con ampie vetrate che danno sul bosco, un computer  e un tepore sorprendente stando a sei metri d’altezza.

C’è pure un filo di musica a rendere ancora più confortevole l’ambiente. Sopra di me, c’è la stanza di altri due inquilini del bosco con tanto di bagno e doccia. Più in alto ancora, dove finisce una scaletta a chiocciola di legno, l’abitazione dell’amica tedesca. Basta poco per abituarti, e scendere a terra è un piccolo sforzo che se puoi, eviti. Il pomeriggio passa, ed è subito sera. La cena la si fa in un piccolo locale del paesello e il ritorno al bosco è un salto nel buio.

Solo qualche luce fioca illumina il villaggio arboreo. Il silenzio è rotto dalle foglie secche sotto i nostri piè, mentre lo sguardo si perde tra gli alberi che trattengono le stelle. “Un’ultima tisana scelta con cura per conciliare i sogni –mi assicura l’amica tedesca-, ci fa assaporare la chiacchierata notturna”. Si va a letto, ed ognuno prende la strada volante che porta alla sua casa.

La buonanotte è quasi un ammonimento: “Domattina potreste avere una sorpresa…” mi dissero con garbo. Certo che dormire sospesi tra gli alberi non è cosa di tutti i giorni. Anzi, l’emozione è quasi infantile, ma anche questo fa parte di questo  mondo al limite del surreale.

Il silenzio s’impossessa della stanza. Si spengono le luci e l’intero villaggio s’addormenta. Che giornata! Il risveglio fu uno di quelli che chiunque sogna: dalle stelle della notte ai fiocchi bianchi della neve della prima luce. Così, dischiudere gli occhi e trovarsi davanti ad un bosco imbiancato,rende quasi vera la favola.

E che favola…così non ti alzeresti più dal letto, nel tentativo di procrastinare nel tempo questo attimo. Il “buongiorno” arriva dalla finestra con le sembianze di una fata del bosco (foto sinistra). Dissipato l’incanto, intuisco che si tratta dell’amica tedesca. La colazione è sempre tra gli alberi, ma la realtà offre subito spunti per capire che vivere quassù, non è un sogno come si potrebbe credere. Forse, è il giusto pedaggio di chi vuol vivere in un bosco.  C’è  da ripulire i camminamenti dalla neve e nessuno sembra perdere tempo. L’organizzazione comunitaria è efficiente, e mentre c’è chi spala neve o taglia la legna, altri (in particolare una splendida cuoca di Torino) si dedica al pranzo. Arriva l’ora, e dal bosco spuntano come funghi gli invitati. Nella sala sospesa, circondati da vetri e alberi, siamo una quindicina, risate e buon appetito fanno il resto. Vino e lingue internazionali completano il quadro.

E’ l’ora di ripartire. Un’ultima passeggiata sui camminamenti per poi ridiscendere: prima dagli alberi, poi dal bosco, dalle colline e dal paese. E’ tutta una discesa verso il basso fin l’autostrada, e siamo già in un’altro mondo.

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         ALBUM ARBOREO


 

 

 

 

165 Responses to GLI UOMINI CHE VIVONO SUGLI ALBERI

  1. I’ve recently started a blog, the information you provide on this site has helped me tremendously. Thank you for all of your time & work.

    • nanomatto says:

      Thank you for the compliments, but what I get as a journalist is right that it is a common good. I’mam pleased to have a British player and I apologize for my bad inglese.Mi ago then glad you read the story on the People of the Trees ,which believe me is unique n Europe and the emotions that you give them are difficult to explain. See you soon, and help me to spread my blog. To you health and peace of mind … there are also several new unusual stories that I’m entering
      Antonio

  2. Xale says:

    bell’articolo :3 avevo sentito parlare di questo villaggio! ed ero intenzionato ad andare a visitarlo ^^

    però non so come fare! ovverro..come posso contattarli?

    • zarina says:

      sei riuscito a contattare qualcuno di questo bellissimo villaggio?
      vorrei tanto visitarlo ma non so come fare.
      Se qualcuno potesse aiutarmi vi prego contattarmi
      grazie 1000 a tutti

    • Sascia says:

      Ciao! Ho letto di questo villaggio ovunque, e questo sito poi è molto dettagliato e coinvolgente.. È da diverso tempo che cerco di capire dove è situato. Ho da sempre il sogno di una vita nella natura come fanno queste persone. Mi piacerebbe incontrarli, dare loro una mano e vedere se mi accetteranno tra loro. Posso inviarti la mail da girare a loro? La mia è defrazzurro@gmail.com, se avessi piacere di contattarmi così ti scrivo! Grazie!! ❤️❤️❤️

    • Antonio Gregolin says:

      le ho scritto via mail

  3. giulia says:

    ciao antonio, complimenti per l’articolo, per la sensibilità e la capacità di raccontare i dettagli. se fosse possibile vorrei saperne di più: sono una collega piemontese che sta preparando un servizio sul vivere sugli alberi. come posso, se posso, contattarti?

    Grazie mille, spero a presto, giulia

    • nanomatto says:

      ciao Giulia e grazie di cuore per i tuo complimenti che non vanno a me ma semmai a coloro che hanno scelto di stare lassù, tra gli alberi. Purtroppo come avrai capito mi lega a loro l’amicizia e so che questa mia è stata un’eccezione (ci ho impiegato un anno, credimi) e già altre troupe televisive e giornalisti anche internazionali mi hanno chiesto ragguagli. So che loro sono e restano molto diffidenti ad ogni contatto che porti pubblicità dannosa alla loro privacy e tranquillità. CIò che posso fare per te è solo girargli la tua mail sperando in una loro improbabile risposta. Continua a seguirmi perchè presto arriveranno altri personaggi credibili legati agli alberi. Con simpatia AG

  4. Nautax says:

    …davvero coinvolgente il tuo racconto Antonio…
    Ho letto la tua risposta a Giulia quindi evito di farti la stessa domanda…ma ti chiedo se posso avere anch’io la loro mail…vorrei capire come hanno risolto e affrontato certi problemi “logistici” 🙂
    Grazie ancora…

  5. Francesco says:

    ciao antonio, bellissimo articolo e interessante scoperta! siamo una giovane coppia interessata a una vita nel verde e un villaggio del genere sarebbe proprio il nostro sogno, non è che potresti girare l’email di questo gruppo anche a me? saremmo interessati ad andarli a trovare anche per capire come “funziona” il tutto
    grazie mille della disponibilità

    • nanomatto says:

      per una coppia interessata a vivere una vita nel verde non posso che augurare un verde futuro. Poi per il contatto se volete posso fare io da ponte con loro, in quanto come avrete letto è un impegno quello di rispettare la loro tranquillità. Basta mi inviate una mail, io la girerò prontamente e volentieri a loro. Buona vita a Voi
      Antonio

  6. Francesco says:

    grazie per la disponibilità, e capiamo la situazione. Puoi mandarci il tuo indirizzo a questa e-mail: in_fusi@yahoo.it cosi poi possiamo eventualmente metterci d’accordo

    • cecilia mantovani says:

      ciao, sono una ragazza universitaria e per un progetto che riguarda comunità e luoghi vorrei antrace in contatto con Antonio Gregolin per capire meglio questa fantastica “green comunity”.
      potete darmi il suo indirizzo mail o qualche contatto per riuscire a parlargli?
      grazie.
      cecilia

    • Antonio Gregolin says:

      ti rispondo in privato. ciao

  7. Liliana says:

    anche a me piacerebbe costruire qualche cosa di simile ma facendo tutt’altro nella vita non so neanche da dove inziare. Per esempio il mio bosco di riferimento è di frassini: va bene o è un legno che non sopporta il peso? La zona è molto soggetta a temporali: come ci si protegge dagli stessi?

    In sostanza esiste una bibliografia/link internet a cui uno può fare riferimento per iniziare ad imparare i fondamenti su come costruirsi una casa su un albero senza che gli crolli tutto in testa? O gli arboricoli si sono rivolti a ditte esterne? Se si quali?
    Scusa la raffica di domande, ma viste le risposte precedenti so che il tramite sei tu.
    Grazie per l’aiuto.

    • nanomatto says:

      Gentile Liliana, piacere di averla avuta ospite nel mio blog http://www.storiecredibili.it.
      Provvedo ora a darle delle risposte in merito alle sue richieste:

      Loro sono appoggiati a legni di castagno (molto resistente) ma va bene anche il frassino. Considera che non esistono alberi sufficientemente grandi da supportare una casa di legno. Così (v foto nel sito) loro hanno costruito il villaggo a mò di palafitte con i piloni portanti poggiati su grandi massi come si faceva una volta. A sua volta il tutto affiancato agli alberi esistenti.

      Per i temporali hanno le solite “masse a terra” con normali parafulmini, ma non mi risulta che abbiano avuto mai particolari problemi di questo tipo. La stragrande maggioranza del materiale è di legno e sono isolati da terra.

      Bibliografi la dovrai cercare sui link tedeschi come alberi tra gli alberi (bioarchitettura). Nel Nord Europ esiste qualcosa del genere anche se non si tratta di veri e propri villaggi come questo.

      Si sono costruiti tutto da soli (v foto) consultando la bioedilizia con tutti i confort: luce, gas, telefono, acqua…

      Fammi sapere se ti serve dell’altro.
      Ciao e buona vita a te
      ANTONIO

  8. Cristina says:

    Vorrei scrivere un breve articolo su questa storia sulla rivista dell’Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientale (ISPRA) che dedicherà il prossimo numero alle foreste. Chiedo quindi di poter utilizzare questo testo per trarne una breve. Se fosse possibile avere per mail qualche foto da poter utlizzare (citando la fonte), sarebbe perfetto. Leggo che loro, giustamente, non vogliono essere disturbati, ma forse un breve cenno sulla loro scelta gli farà piacere. Grazie

  9. enza says:

    vorrei le coordinate x visitare questo paradiso tra gli alberi grazie e a presto baci 😉

    • nanomatto says:

      Cara Enza, come tutti i paradisi non sono facili da trovare…soprattutto quando chi li abita chiede il dovuto rispetto e riservatezza. Cosa che ho mantenuto per anni e continuerò a mantenere nel rispetto di queste persone. Spero Lei capisca e comprenda. Grazie e buona vita

  10. dalila says:

    Ma, come possiamo contattare queste persone? *_* Mi piacerebbe ricevere ulteriori informazioni sul loro meraviglioso progetto.

    • nanomatto says:

      Gentile DAlila, grazie per avermi contattato. Purtroppo come mi trovo a scrivere quotidianamente da questo blog, la tranquillità di queste persone è avvallata dalla mia personale amicizia con loro. C’è un accordo tra noi che mi impone di non dare alcuna indicazione specifica sul luogo preciso proprio per non disturbare la scelta di vita che questi uomini hanno voluto fare. Credo che questo basti per solidarizzare con loro. Diversamente se hai particolari esigenze tecniche basta che tu mi scriva e io girerò loro la tua mail. A presto con nuove storie
      Antonio

  11. dalila says:

    Grazie mille. E’ molto bello l’articolo. Complimenti!

  12. anna maria says:

    Ciao,da tempo pensavo ad 1 casa sugli alberi mi sembra 1 sogno realizzato.Posso avere 1 riferimento x poter chiedere info.vorrei costruila 1 casa su 2 alberi.sono sola e mi sembra complicato.Grazie

  13. Alessandro Vinci says:

    Ciao Antonio, complimenti per l’articolo, davvero molto interessante.
    Ho letto anche nei commenti che non puoi dare indicazioni riguardo a dove si trova esattamente il villaggio. Capisco benissimo
    Io sono un fotografo free lance e mi occupo prevalentemente di reportage sociale e ambientale. Mi piacerebbe davvero tanto poter fare un reportage fotografico sul loro modo di vivere, il tutto finalizzato poi ad una mostra fotografica.
    Se ti lascio la mia email, puoi contattarmi per favore, così magari puoi farmi da tramite e chiedere se eventualmente sono disponibili ad una cosa del genere?

  14. federica says:

    Questo villaggio di case sugli alberi e’ bellissimo, ma dov’e’? mi piacerebbe andarci!

    grazie tante

    f

  15. margherita monzino says:

    grazie di aver divulgato questa realtà e grazie anche di tenerla amorevolmente protetta
    siamo un gruppo di amici che sta cercando di creare qualcosa di simile sul lago maggiore e il tuo servizio ci ha emozionato
    forse un giorno ti disturberemo per trasmettere loro la nostra mail per condividere le “dritte”
    sulle fasi iniziali.

  16. mr.thomas says:

    Salve Antonio, sapendo perfettamente che non può dare informazioni riguardo l’ubicazione esatta del “Villaggio”, le vorrei chiedere cortesemente, almeno il nome del paese che secondo le mie ricerche dovrebbe distare circa 4 Km dagli arboricoli.Le sto chiedendo questo perchè abitando ad oltre 700Km di distanza dai Monti Pelati, un punto di riferimento mi farebbe non poco comodo. Grazie in anticipo, cordiali saluti

    • mr.thomas says:

      Mi sono ora accorto di non aver inviato parte del messaggio. Comunque dal momento che anche io sono intenzionato ad una vita nella natura, vorrei interagire con queste persone, se possibile incontrandoli di persona, per farmi spiegare tutte le varie dinamiche di una vita così. Infatti le chiedo, se possibile, di fare cortesemente da tramite tra me e loro.

  17. heaven house says:

    articolo decisamente interessante,sono molto colpito dalla bravura di queste persone nella realizzazione di queste costruzioni…avevo alcune domande essendo interessato ad avere una mia casa della stessa tipologia:dove prendono la corrente?e l’acqua?e avendo il bagno dove scaricano?essendo nel pieno del bosco non credo che la ditta spurghi arrivi a un eventuale pozzo nero e non penso che vadano a lavarsi al fiume quindi avranno acqua corrente,com’è possibile nel mezzo del bosco?l’energia elettrica funziona con un generatore o a pannelli solari?oppure hanno un regolare contatore?puoi rispondere a questi miei dubbi,sarebbe molto importante per me…ah dimenticavo,ma a livello urbanistico,queste case sono registrate?la forestale non può multarli o farli sgomberare?Scusami per tutte le domande,ma avendo una casa simile sono molto curioso per poter migliorare

    • nanomatto says:

      L’elettricità è da loro prodotta con pannelli fotovoltaici e un cavo volante Enel (in caso di necessità).
      L’acqua in parte è piovana, in parte c’è una conduttura piccola
      Il bagno di scarico ci sono delle vasche di decantazione con un processo di trasformazione in concime molto interessante. I detersivi sono tutti ecologici al 100% prodotti da loro
      Il sistema di autogestione è estremamente sofisticato e si avvale di tecnologia tedesca e svedese. Loro cercano di essere indipendenti nei limiti del possibile.

  18. nirupa says:

    che meraviglia!!.. sto cercando il modo di scoprire dove si trovi questo villaggio per poterlo visitare..dai commenti qui mi pare che invece viga una certa riservatezza per altro comprensibile.. ti chiedrei il grande favore di tramitare per me la personalissima richiesta di essere contattata per una visita insieme al mio bimbo di 10 anni… ho vissuto per 5 anni in una foresta in costa rica e il mio bimbo è nato là.. che dirti il richiamo è stato immediato e irresistibile.. già vivo in piemonte.. chissà.. ti sarei infinitamente grata del tramite e grazie del meraviglioso servizio!!!

    • Antonio Gregolin says:

      La regola vale per tutti: nessuna informazione su richiesta esplicita dei suoi abitanti speciali che chiedono silenzio e rispetto. Mi spiace. Grazie

  19. Ettore says:

    mentre leggevo gli articoli che vi riguardano,senza rendermene conto ero li con Voi,mi immaginavo di pulire il sentiero e di dare una mano a costruire e poi a costruirmi una casa tutta mia sopra gl alberi e rifinirla con tutta l’immaginazione e l’inventiva possibile per renderla confortevole e poi trovarci tutti assieme lavorare e stancorci,soddisfatti e a fine serata gozzovigliare tutti assieme,ma poi ho finito di leggere e sono tornato nella realtà di tutti i giorni che affronto ,credo come Voi.Godetevi il frutto del vostro lavoro e siatene orgogliosi e siate tutti amici,fratelli ecc. ecc….Ettore

    • Antonio Gregolin says:

      Benedizione tua. Benedizione mia. Benedizione degli arboricoli. Grazie e continua a seguirmi. Ciao

  20. Ines says:

    che dire… avevo i riferimenti del blog da un attimo, e, una volta effettuato l’accesso, curiosato riguardo altri articoli, infine si parla proprio di quella che è stata la causa del mio contatto. Non ho parole, secondo me non ne esistono x descrivere correttamente quello che si prova leggendo il racconto di cosa sono riuscite a fare delle xsone che, al posto di cercare siti lontani, si sono costruite il loro “mondo” a casa… non solo: l’hanno allargato con una bimba che sarà sicuramente una fatina dei boschi, il tutto in chiave di lettura ai “giorni ns”. Si potrebbero sprecare parole… non mi va di farlo!! Una stima infinita a tutti voi… complimenti per una svolta che avete attuata spontaneamente, nel rispetto di ns Madre Terra che proprio in qst momenti sta facendo le sue belle fatiche, passando ad altra dimensione. Grazie Antonio, un saluto a tutti ed un buffetto sulla guancia a Galatea ^_^

  21. alice says:

    che meraviglia!
    vorrei avere un’informazione, spero qualcuno mi sappia dare una risposta!
    vorrei costruirmi una casetta su un albero per andarci ad abitare.
    quali permessi bisogna richiedere per costruire una casa sull’albero? … a me hanno addirittura detto che una casa sull’albero richiede un terreno edificabile e gli stessi permessi di una casa normale…. come posso fare?
    grazie
    ciao!!!

    • Antonio Gregolin says:

      Gentile Alice è una questione amministrativa- legale che tiene banco anche tra gli arboricoli. Per il momento non esiste una legge specifica, ma i regolamenti comunali possono variare. Aggiungici poi che la legge italiana è interpretabile e la questione si complica. Devi andare dal tuo geometra comunale e chiedere lumi. SEmmai, vista la nobile causa, parlane col tuo sindaco.
      A disposizione. E grazie per avermi visitato.

  22. Mauro Giorgis says:

    Quando ho letto questa storia ho strabuzzato non solo gli occhi, ma tutto il resto, per le similitudini con la mia storia , manager 51enne piemontese che ha una relazione da 2 anni con una ragazza di Bassano, di 33 anni titolare di un’azienda agricola biologica nel veneto, e che insieme stavano progettando di realizzare in un bosco di proprietà vicino a Bassano delle case sugli alberi!!!
    Leggo anche che per motivi di privacy comprensibilissimi non si vuol fornire indicazioni sul luogo della struttura, ma ci piacerebbe assolutamente conoscere gli alboricoli!!!
    È possibile?
    Grazie Mauro&Sara

    • Antonio Gregolin says:

      Gentili Mauro e Sara, nell’augurarvi ogni genere di serenità, altrettanto si augurano questi arboricoli che rivendicano la loro tranquillità. Una casa sull’albero, è decisamente più facile che non un villaggio. Esperienza docet.
      Grazie per avermi visitato

  23. pamela says:

    Gentile Antonio,
    raccontare storie che aprono spiragli su quel mondo che potrebbe esserci e sui sogni che diventano realtà è un atto di grande generosità. E’ un dono per chiunque legga. Perciò grazie.
    Date alcune affinità con un altra comunità, anch’essa unica in Italia se non addirittura in Europa, su cui sto facendo una ricerca,sono incuriosita dagli aspetti normativi. Sarebbe possibile avere qualche altra informazione, naturalmente nel rispetto della riservatezza?
    Cordiali saluti e buon lavoro.
    Pamela

    • Antonio Gregolin says:

      BEnvenuta. Certo che puoi avere delle risposte, ma attendo tue precise domane. Grazie a te

  24. leonardo says:

    Io vorrei realizzare questo sogno anche perché sono architetto ma ho molte difficoltà nel mio territorio in Puglia in provincia di Brindisi . Per primo il problema della caccia dove anche nelle proprietà private sono autorizzati a sparare per 6 mesi all’anno poi i permessi comunali, forse dovrei spostarmi ma non sarebbe più un sogno .

    • Antonio Gregolin says:

      Gentile archiLeo,
      la Puglia è una Regione con molte e serie problematiche ambientali. Immagino che un architetto sensibile al territorio (cosa rara e affatto scontata) si senta inadatto laddove lo sprezzo al paesaggio è continuo. Te lo dico io dal Veneto, penso che la situazione cambi di poco anche nella tua terra. E’ confortante però sentire un italiano che coltiva un sogno da realizzare nella sua terra. Già in Puglia si sradicano gli ulivi secolari, speriamo non riescano a fare o stesso con i sogni dei suoi abitanti.Il brutto è che siete una delle terre più belle del nostro Paese, ma gli italiani sono masochisti, è risaputo. Spesso sputano sul piatto in cui mangiano. Anzi si “mangiano” il loro territorio in cambio di denaro. Chissà cosa direbbe quel nativo americano (pellerossa) che un dì disse: “Quando l’uomo bianco si accorgerà di non potere mangiare il proprio denaro…. “, succederà quello che tutti oggi vedono, aggiungo io. Il mio augurio a distanza, caro architetto “diverso” è che lei continui a coltivare il suo sogno e la sua sensibilità. L’Italia la ringrazia!

  25. valeria says:

    Abitare su un albero è il mio sogno. Poter vedere che un gruppo di persone lo ha realizzato mi conforta e mi entusiasma. Chissà se si realizza anche il mio? In effetti mi piacerebbe trovare alcune persone con le quali provare a realizzarlo. se ci siete battete un colpo!
    Grazie per le preziose informazioni Antonio
    Valeria

    • Antonio Gregolin says:

      Gentile Valeria, loro ci sono, visto che si sono mostrati. Vale per tutti però il rispetto che dobbiamo a chi chiede serenità e tranquillità. L’esempio lo hanno offerto qui e le risposte ci sono tutte. Ora sta a noi intraprenderne la strada. Auguri per il tuo sogno e grazie
      Antonio

  26. valeria says:

    E’ vero, le risposte ci sono tutte nel tuo lavoro e nel loro lavoro. Grazie ancora

  27. Daniela says:

    Scusate l’ingenuità ma mi vengono spontanee le domande?
    Il terreno su cui c’è il bosco è di loro proprietà? sono ste riconosciute come case dal comune o sono considerate come un gioco?
    La corrente elettrica come la producono? e le acque reflue delle case dove finiscono?
    L’articolo è molto bello ma non parla minimamente delle soluzioni adottate per ridurre l’impatto sul bosco ne dei rapporti con la normativa italiana.
    Aspetto risposte

    • Antonio Gregolin says:

      Gentile Daniela le tue domande sono legittime. Ti dico che la questione delle autorizzazioni, pur su un terreno di loro proprietà, sono discusse con le autorità locali in assenza di una legislazione specifica in Italia per chi vive sugli alberi. Hanno poi un impianto di depurazione tale delle acque che grazie all’utilizzo di detersivi completamente biodegradabili, l’acqua finisce direttamente sulle piante. Se poi vedi questi alberi capisci che non gli è affatto dannoso. Luce con pannelli. E tecnologia avanzata per collegamenti internet. Non sono alieni questi! SOno persone normali che cercano soluzioni “normali” per vivere in simbiosi con l’ambiente. Ti assicuro che per onestà e capacità ci riescono. Spero di aver risposto ai tuoi legittimi dubbi
      Grazie ANTONIO

  28. miriam says:

    ciao antonio
    ho letto velocemente l’articolo, con due bimbi non ho tutto il tempo che vorrei. Mi ha incuriosito, a parte logicamente il progetto delle case sull’albero, soprattutto il concetto di “villaggio”. La mia curiosità è: si conoscevano da tempo tutti, si sono cercati/trovati. Insomma, mi piacerebbe sapere la loro storia di gruppo, di amicizia, da dove nasce. Trovo geniale il fatto che si siano uniti per perseguire un sogno, credo che questa sia la formula vincente.
    Grazie

    • Antonio Gregolin says:

      Gentile mamma, sai bene che le passioni e comuni interessi attraggono elementi diversi. Loro hanno avuto tutto questo: passione, interessi e volontà. Non senza problemi – sia chiaro-, qualcuno si è staccato e altri sono arrivati. C’est la vie, e lassù è tutto uguale a quaggiù…o quasi!

      Un saluto ANTONIO

  29. Francesco says:

    Ciao Antonio, ho letto l’articolo che hai scritto, riguardante la vita di queste persone tra gli alberi; hanno “riportato” la loro dimora in foresta. E’ da qualche anno che invece cerco di “portare” la foresta negli edifici… ma il modo di vivere attuale rende difficile e frustrante la realizzazione di questo progetto. Sto cercando di capire e di capirmi… Se vuoi puoi girare la mia e-mail a queste persone, o fare da tu da ponte, credo che lo scambio di idee ed opinioni faccia crescere quelli che se le scambiano. A risentirci.

  30. Francesco says:

    Ciao Antonio, ho riletto il tuo articolo e mi sono accorto che hai descritto la presenza di una sala arborea dove gli abitanti riescono a ricavare musica dagli alberi, puoi farmi sapere come riescono a farlo? Grazie.

  31. Nicola says:

    Buonasera Antonio sono Nicola titolare della agenzia di viaggio non convenzionale tipi da tour della provincia di modena,ho letto il tuo articolo e lo trovato interessante,noi come agenzia proponiamo già il soggiornare sugli alberi (come tu sai ci sono strutture recettive in Italia sugli alberi e all estero)mah la mia domanda e:e possibile che queste persone nel loro villaggio suona come una frase di altri tempi,vogliano aprire una piccola attività recettiva per far capire la loro scelta di vita e far vedere il mondo che conosciamo sotto un altra prospettiva,vedi realmente il cambio delle stagioni, senti la forza del vento ,ti senti parte della natura che ti circonda senza sentirti un estraneo.Un cordiale saluto Nicola

    • Antonio Gregolin says:

      Gentile Nicola, grazie per il contatto. Interessante la Vs attività sugli alberi, mi piacerebbe saperne di più…
      Per la tua domanda ti rispondo che loro non vogliono alcun tipo di struttura ricettiva e sempre e solo per lo stesso motivo: la tranquillità di vita che si sono cercati. Onorabile ricerca e risultato.
      Ti saluto augurandoti buona vita
      ANTONIO

  32. Anna Olivieri says:

    Vorremmo contattarla perché interessati a pubblicare una delle sue fotografie.
    La prego contattarmi quanto prima, cordiali saluti.
    A. Olivieri

  33. Alice says:

    Buongiorno,
    Sono una fotografa e vorrei avere maggiori informazioni sul suo articolo.
    La prego di contattarmi in privato.
    Grazie per l’attenzione.
    Cordiali saluti

    Alice A.

  34. eva says:

    vorrei comunicare con queste interessantissime persone… non voglio andare a cercarli! voglio conoscerli prima via mail..è possibile?
    grazie.. <3

    • Antonio Gregolin says:

      Vale la risposta per gli altri. Se vuole sono autorizzato a girargli le mail

  35. marina says:

    Ciao, grazie per l’articolo interessantissimo. Mi è pervenuto solo da poco. dal cv delle persone abitanti gli alberi denoto un certo benestare. sarebbe grande poter provare rivivere come i nosri avi. ma a me sembrano molto ben equipaggiati (lo noto dal porta e finestra della casa sull’albero. Rimanere comuque fuori da una realtà che dilaga ha i propri vantaggi. spero che noi tutti un giorno potremmo fare quello che questi signori possono permettersi od insegnarci come a farlo. Grazie.

  36. Rahel says:

    Ciao Antonio, grazie del fantastico articolo!
    Mi chiamo Rahel e vivo a Gerusalemme.

    Questo è il mio grande sogno sin dall’infanzia. Da alcuni anni lavoriamo ad un progetto, vorremmo costruire un ecovillaggio simile in Israele.
    La settimana prossima sarò in Italia per alcuni giorni, avrei tanto desiderio di poter visitare questa comunità di arboricoli. Puoi aiutarmi a contattarli? hai modo di comunicargli la mia richiesta? per me sarebbe un grande dono…

    Grazie di questo bellissimo sito, complimenti

  37. Carla says:

    Anche io voglio andare a vivere sugli alberi!

  38. Rahel says:

    ciao Antonio,

    ti ho scritto in privato e qui sul tuo blog, ma purtroppo non ho ricevuto nessuna risposta…
    anche una risposta negativa sarebbe preferibile alla non-risposta.
    Grazie lo stesso

  39. sabrina says:

    Grazie per avermi fatto scoprire questa realtà!
    Il tuo articolo mi ha veramente riempito di gioia. Una casa sugli alberi è da sempre il mio sogno, sin dai tempi in cui con gli scout, costruivamo palafitte nei pressi dei fiumi, immersi nei boschi e ci trascorrevamo un paio di settimane estive. La vita in città mi sta ormai veramente stretta e sono mesi che progetto un nuovo stile di vita. Ho visitato degli ecovillaggi in danimarca e sono rimasta affascinata e incantata, l’idea di scoprire queste realtà così particolari e coraggiose, dà una nuova forza anche a me! Sarebbe bellissimo potersi mettere in contatto con loro, puoi girar loro il mio contatto? Mi piacerebee moltissimo andare a far loro visita, ovviamente rispettando i loro tempi, le loro abitudini e la vita del bosco. Grazie ancora!

    • Antonio Gregolin says:

      Cara Sabrina grazie a te per le tue parole. Purtroppo non è possibile visitare questi arboricoli per loro espressa volontà. La tua fortuna è di conservare e coltivare una tale sensibilità. Continua a seguirmi. Grazie ANTONIO

  40. daniela says:

    MI sono commossa nel conoscere la vostra realtà,vai potete costantemente stare insieme alla gioia degli alberi,la vastra è vita vera vita avete condiviso un progetto e lo avete realizzato fantastico grazie

  41. Grissel says:

    Ciao,mi chiamo Grissel, abito in provincia di Bergamo. Ho letto già un anno fa, questa esperienza che mi pare bella, con il proposito di tentare di approfondirla cioè conoscerla. Sono tante le cose belle da fare e a volte quando è il momento si fanno, quando i tempi sono maturi. Sono sposata e ho tre bambini, abitiamo vicino al bosco e cerchiamo di vivere la semplicità. Forse andremo in piemonte e già che ci siamo ci piacerebbe se possibile conoscere questa realtà, anche se capisco che le persone che vorrebbero far conoscenza sono tante. Verremmo con molto rispetto, senza disturbare troppo, non per un giro turistico, ma per condividere se ovviamente loro sono disposti. Vorrei chiederti un favore. Girare quanto ti ho scritto e la mia mail in modo da potersi mettere in contatto.
    Intanto grazie comunque per condividere notizie che… “respirano”. Grazie, Grissel

  42. Valery says:

    Ciao Antonio, sono felice di aver incontrato questo tuo bellissimo articolo in prossimità della mia tesi di laurea, che sarà sull’abitare alternativo. Sto raccogliendo informazioni e storie possibili per raccontare stili di vita alternativi nel modo di vivere il proprio abitare. Se potessi raggirare l’e-mail a loro, in caso volessero contattarmi mi farebbe tanto piacere!! Buone feste a tutti !! Valery

  43. ciao Antonio, ho appena letto tutto d’un fiato il tuo lavoro su queste incredibili persone che vivono sugli alberi. Se non avessi visto le foto, e qualche uno me ne avesse parlato, difficilmente gli avrei creduto. E’ un ottimo servizio fotografico, e le parole usate per descrivere questa esperienza unica nel suo genere, sono assolutamente appropriate. Condivido il desiderio degli abitanti di questo luogo incantato di conservare una giusta e indispensabile riservatezza. Ho letto molti articoli sulle case sugli alberi, ma il tuo report è unico come la storia che hai raccontato. Grazie a queste persone che ci hanno fatto sognare e a te per avercele raccontate. Un saluto. Giorgio

  44. gabriele says:

    ciao mi chiamo gabriele vivo in toscana e mi piacerebbe saperne di piu e se possibile un giorno viverci..penso che sia bellissimo vivere in mezzo alla natura cosi..

    • Antonio Gregolin says:

      Gabriele a chi non piacerebbe vivere così! Ma credimi ci sono non poche difficoltà per chi come noi vive con i ritmi moderni. La scelta radicale è più un fatto di cuore che di testa. Io te lo auguro di vivere un giorno come loro. E chissà che non ci possa pure incontrare tra le chione di qualche albero. Grazie per avermi scritto e continua a seguirmi… ciao
      PS Considera però che sei già fortunato a vivere in Toscana!

  45. maddalena says:

    ciao Antonio, ti ho scoperto per caso, e soprattutto ho scoperto questo articolo. Mi farebbe piacere contattarti in privato. Potresti scrivermi, in modo che io abbia il tuo indirizzo? Il mio è mad@maddalenacauraro.it. Grazie mille, spero di sentirti presto!
    Maddi

  46. francesca says:

    salve ho visto che è autorizzato a girare le mail della comunità per entrarci in contatto. le sarei grata potesse girarmele vorrei poterli contattare. grazie mille. articolo splendido e foto irresistibili!

    • Antonio Gregolin says:

      inoltrerò, ma senza illusioni di risposta. Se puoi essere più esplicita, vedrò di fare da ponte. Grazie a te per i complimenti

  47. Bell’articolo, molto sentito.
    Sono un architetto, da sempre interessato alle case sugli alberi.
    Ho elaborato una trentina di modellini. Mi piacerebbe entrare in contatto epistolare con qualcuno degli ” uomini sugli alberi” per poter scambiare informazioni. Ho avuto richieste per la costruzione di un villaggio simile in un castagneto vicino Nemi.
    Saluti e ringraziamenti

  48. Federico says:

    Davvero curioso! Comprendo molto la loro voglia di privacy, non ci si “rifugia” in un bosco per poi farlo sapere a tutto il mondo, figuriamoci quanti curiosi, in buona ma purtroppo anche in cattiva fede, attirerebbe sapere dove sono. Non è un villaggio turistico, è la residenza di un gruppo di persone con uguali intenti, fanno benissimo a mantenerla segreta!

    Li invidio nella loro scelta, ci sono molti boschi in vendita dove con tanta buona volontà chiunque potrebbe provare ad intraprendere un’esperienza simile, l’unico neo sono le leggi (giuste!) che regolamentano qualsiasi forma di costruzione, so che anche una banale casetta per bambini su un albero richiede permessi e progetti, per cui immagino che essi stessi abbiano il loro bel tribolare con la forestale e il comune dove il bosco è locato.

    Complimenti per l’articolo e a loro per il coraggio, perchè sicuramente ce ne vuole!

    • Antonio Gregolin says:

      Grazie Federico e te lo dico anche a nome della riservatezza degli arboricoli che non tutti capiscono. Sapessi che fatica…

  49. Giovanna says:

    Ciao Antonio, sei stato veramente bravissimo, mi hai letteralmente incantata con questo articolo e con le foto, ho letto anche tutti i commenti e da adesso, ti visiterò spesso ma come ti invidio! Quando vai ad abitarci anche tu? ;-)))

  50. Rosario says:

    Buona sera Antonio, vorrei poterla contattare in privato, così da parlarle di un progetto. La mia e mail è la seguente: sardellaros@tiscali.it

    La ringrazio anticipatamente. Saluti.

  51. Pingback: Un villaggio di case sugli alberi in Piemonte è in continua espansione | Dionidream

  52. diletta says:

    buongiorno, ho letto con interesse l’articolo e, se ben intendo il luogo, codesti arboricoli vivono a pochi chilometri da me. Anche io ho estrema necessità del contatto con la natura per sopravvivere così distesa nel letto guardo attraverso il velux le fronde del frassino che si agitano sulla mia testa e dagli oblò delle pareti filtra il suono della fontana e del torrente. Non di rado dalla cucina vedo i caprioli correre dal prato al bosco e non appena posso infilo mio figlio di 6 mesi nello zaino, lo carico a spalla e mi tuffo sui sentieri però… posso muovere una critica?
    … però vivo in una casa di pietra e legno che era qui già tre secoli fa e ci sono tanti perchè al riguardo. E’ ovvio che affascini una scelta forte come quella degli “arboricoli” ma sul concetto si eco-compatibile io sono più restrittiva: il loro nucleo abitativo rispetta senz’altro gli alberi, l’acqua, il suolo, e desumo che non ci siano cacciatori tra di loro, ciononostante ha sottratto ad altre specie animali parte del loro habitat, habitat da cui dipende strettamente la loro sopravvivenza. Già il nostro paese è uno tra i più antropizzati al mondo, almeno quello che resta dei nostri poveri boschi -tutti peraltro molto giovani, come ben rilevato nell’articolo- lasciamo agli altri esseri viventi.

    • Antonio Gregolin says:

      che nobili sentimenti Diletta, e che fortuna la sua. Grazie a Lei

    • diletta says:

      grazie a te che hai accettato anche un’opinione diversa dal coro e mi piacerebbe tanto conoscere il parere di qualche biologo -perchè magari mi sbaglio- comunque non voglio essere del tutto disfattista: se fosse il sistema per rimboschire la nostra martoriata penisola lo accoglierei a braccia aperte. E ce ne sarebbero di aree semi abbandonate con edifici fatiscenti… aree sia urbane che industriali che piantumate ad hoc potrebbero essere davvero i polmoni verdi delle città tra 40-50 anni. Scusate se sogno ad occhi aperti

  53. Pingback: Un villaggio di case sugli alberi in Piemonte è in continua espansione | Natural trees

  54. francesco says:

    Ciao !
    che bello
    proprio in questo periodo sto pensando tanto agli alberi
    e a vivere vicino agli alberi … pensavo di dover girare l’Europa e invece con il tuo articolo ho visto che sono in piemonte dove sono ora, mi piacerebbe andarli a conoscere… secondo te loro son disponibili ? grazie Francesco Curletti

    • Antonio Gregolin says:

      Mi spiace ma per loro volontà non vogliono visite. Spiacente e buon giro a te. Grazie per i complimenti

  55. carlotta says:

    Ciao Antonio, sono una giornalista del settimanale Gioia. Vorrei contattarti in privato per qualche informazione. Grazie!

  56. giulia says:

    la mia bimba ( di 10 anni) è rimasta colpita dall’articolo e dalle foto …Tutte le mattine si sveglia chiedendomi come potrebbe mai riuscire ad andare a vedre queste persone speciali…il sogno dell asua vita è , come tanti bimbi poter stare in una casetta sugli alberi…!
    Mi dice: mamma ! noi non siamio incivili o barbari come tante persone! Come facciamo a dir loro che si possono fidare di me? di noi?
    attendo un tuo suggerimento in merito.
    grazie!

    • Antonio Gregolin says:

      Che bellezza sentire queste parole da una bimba. Che fortuna ha questa figliola. Credo comunque che ci siano cose che pur sapendo che esistono, è bene lasciarle dove sono. Non si tratta di essere buoni o meno, si tratta di lasciare le cose dove sono. Alle volte è bene non vederle proprio, e lasciare che sia il nostro pensiero ad immaginarle. Un pò come le fiabe: sono belle perchè le puoi sognare. Salutami la tua dolce bambina e digli che in fondo, un giorno potrei venire a prendere un te nella sua casetta sull’albero. SE mi invita!

  57. Federico says:

    Ciao Antonio,bellissimo articolo e fotografie, molto affascinate e che da un poco di speranza nel sapere che ancora oggi si può vivere così nella semplicità. Sono uno studente universitario proprio delle zone canavesane e volevo sapere se in privato potevo avere qualche informazione in più su questo progetto,così da essere più consapevole del mio territorio che ,ammetto, conosco davvero poco. Grazie!

    • Antonio Gregolin says:

      Il Canavese c’entra poco con questa realtà. Grazie a te per i complimenti. Graditi. Se vuoi scrivermi fatto pure qui direttamente. Un saluto a te

  58. Laura says:

    Gentile Antonio,
    complimenti per l’articolo. Sono immensamente affascinata da questo tipo di vita, e ci terrei tantissimo a fare un’esperienza di aiuto-volontariato, anche breve, da loro, mettendomi a disposizione per aiutare queste persone nella costruzione o nelle altre attività in cui potrebbe risultare utile per loro avere una mano in più. Penso potrebbe essere un’esperienza molto arricchente anche per la mia crescita personale, e pertanto la prego gentilmente se può mettermi in contatto con loro.
    Comprendo e rispetto pienamente il loro desiderio di preservare la propria privacy, e lascio a loro la possibilità di contattarmi, chiedendo a lei se può fare da tramite. Sarebbe davvero molto importante per me, grazie infinite.
    Un caro saluto, Laura

  59. valentina costantino says:

    Buongiorno! Che bell’articolo! Come molti altri prima di me, Le scrivo perché mi piacerebbe parlare di questo progetto sul magazine per cui scrivo.
    Se avesse ancora la possibilità, Le chiederei di girare il mio contatto a qualcuno di loro, mi piacerebbe proporre loro una intervista, il più possibile discreta e senza troppo disturbo.
    Grazie ancora!

    • Antonio Gregolin says:

      gentile Valentina, apprezzo molto la sua discrezionalità e professionalità. Purtroppo la risposta è sempre unica: chiedono il riserbo senza eccezioni. Grazie e mi scuso per la schiettezza, ma devo e voglio rispettare la loro volontà!

  60. Federica says:

    Gentile Antonio,
    grazie per l’articolo e per la divulgazione di informazioni tanto preziose.
    Siamo un neo-gruppo di persone appassionato al tema Earthship (letteralmente “navi di terra”, in sostanza sono delle costruzioni totalmente off-grid, ovvero svincolate da ogni rete elettrica, idrica, fognaria, ecc., completamente indipendenti, autosufficienti, ad impatto zero e costruite in buona parte con materiale di riciclo). Queste costruzioni sono nate negli Stati Uniti negli ‘70 e si sono via via diffuse in tutto il mondo. Noi stiamo muovendo i primi passi per costruirne anche in Italia e, vista l’affinità tematica, le chiederemmo di inoltrare alcune domande tecniche ai sui amici. Crede sia possibile? Nel caso può dirci a quale indirizzo mail possiamo scrivere. Grazie per l’attenzione.

  61. Walter Egon says:

    Il luogo, da me perlustrato, non esiste. Temo sia una pubblicità velata al vicino Damanhur. Se questo messaggio verrà cancellato è la certezza della mia ipotesi.

    • Antonio Gregolin says:

      Solo una cosa è certa , che nulla è certo. Premesso che non so neppure cosa sia questo/a Damanur, se lei dice di averlo trovato questo luogo le rispondo che questa non è una caccia al tesoro. E neppure si vince un premio. Se poi crede in una forma di pubblicità, allora l’aiuto dicendole di continuare tranquillamente a cercare…ma non è nella buona strada! Quello di cui parla Lei è ben lontano da ciò che ho visto io, e il luogo non è certo questo. Mi spiace!

  62. Marcello says:

    Ciao Antonio,
    complimenti per l’articolo, anch’io come tanti sarei curioso di avere più informazioni su come sono riusciti a realizzare queste case: secondo te è possibile avere una loro mail? Oppure nel caso non fosse possibile, potrei utilizzarti come tramite?

    Grazie mille

    • Antonio Gregolin says:

      se posso esserti utile, per dettagli, certo. Per il resto vale la medesima risposta per tutti: chiedono rispetto e solitudine.

  63. Fabrizio says:

    Antonio, sono l’ennesimo curioso, non ti offendere, ma dopo aver letto i commenti provo comunque a dirti perché scrivo. Sono alle prese del mio terzo documentario, tutti autoprodotti e ideati da me, su temi di natura e sostenibilità, il primo si chiama Ritorno alla Terra, su alcune realtà Siciliane, il secondo, in pieno montaggio, su un ecovillaggio in Francia, ed il terzo che sto preparando insieme al Codifas (consorzio di difesa dell’agricoltura siciliana) sarebbe su scala nazionale, riprendendo delle realtà volte al cambiamento personale e collettivo. Non intendo fare pubblicità del loro luogo, ma documentare l’esistenza di vite diverse e soprattutto più consapevoli. Se pensi che sia possibile girare il messaggio e la mia mail a loro te ne sarei grato. Questo è il link del mio
    primo documentario, ciao, grazie.

    https://www.youtube.com/watch?v=xjAnvmthepk

  64. carlo brunelli says:

    ho gia una casa sull albero nal mio giardino
    non ho avuto particolari problemi nella costruzione

    ho un grande appezzamento sopra il lago di Garda ,un luogo incantevole da tutti i punti di vista;panoramico ,climatico etc
    vorrei fare un villaggio ,mi piacerebbe confrontarmi con qualcuno
    soprattutto per utilizzare le loro esperienze
    tecniche e soprattutto burocratiche !

    ringraziando sin d’ora
    Carlo

  65. massimo martinoli says:

    il futuro è il ritorno alla natura , sia socialmente che politicamente , per un fattore anche professionale , si tornerà al cavallo come mezzo di locomozione alle carrozze , solare, eolico ,gnor termico sono il futuro gaia non tradisce mai a differenza dell’homo sapiens …spettacolare e avvincente scelta di vita complimenti per l’articolo

  66. Buongiorno,

    abbiamo letto che non è possibile avere i contatti di chi ha scelto questo stile di vita, e lo capiamo.
    Noi abbiamo provato a costruire una casa sugli alberi, per il nostro campeggio, e abbiamo intenzione di ampliare ad altre casette sulgi alberi la nostra offerta, ma ci stiamo scontrando con la iper-burocrazia italiana e l’ingegnere al quale abbiamo chiesto di fare la perizia di stabilità, ci dice che non lo può fare perché non esiste protocollo per il calcolo della stabilità antisismica delle radici degli alberi (!). Ci pare una cosa grossolana quanto assurda, ma questo è quanto ci viene detto. Chissà se lei sarebbe così cortese da girare la cosa ai suoi amici, che immaginiamo, abbiano risolto il questito burocratico, e possa farci avere informazioni su come risolvere la situazione?
    Premesso che abbiamo già fatto fare una perizia sulgi alberi da un dottore forestale, che quindi gli alberi sono tutti in buona salute e robusti.
    Grazie in anticipo per il suo aiuto, Giorgio

  67. Sergio Parodi says:

    Egr. sig. Antonio,
    Anni fa, seduto in un bosco fantasticavo sulla fattibilità’ di un qualcosa di simile a palafitte sugli alberi che avevo di fronte pensando di essere come sempre una voce stonata e fuori dal coro, u sognatore illuso e fuori dal tempo ma appena venuto a conoscenza tramite FB di un suo articolo in merito mi sono sentito confortato e non solo un quasi pazzo!!!! La realtà geografica e politica in cui vivo e cioè Genova mi riporta però immediatamente ad una realtà direi triste e fredda legata alla burocrazia!!! Capisco e comprendo la ovvia privacy chiesta e giustamente voluta dagli ideatori e abitanti del bosco ma sarebbe possibile sapere se hanno seguito regole urbanistiche e se fosse nell’eventualità possibile avere un’idea dell’iter seguito? Capisco che le mie domande siano forse troppo sfacciate ma mi piacerebbe veramente cercare di fare qualcosa di simile. Grazie comunque per avermi portato a conoscenza di questa fantastica realtà e di avermi dato stimoli importanti. Sergio Parodi

  68. Fabrizio says:

    Antonio ti riscrivo sperando di non essere inopportuno, la mia mail è neopensiero@gmail.com vorrei porti una domanda, ma preferirei in privato, ciao grazie.

    • Antonio Gregolin says:

      puoi farlo da qua nessuno ci legge senza mia autorizzazione, vai tranquillo

  69. Buongiorno, Bonjour, Sbahelkire,
    qui Elena dal Parco di Souss Massa, dove vivo da 4 anni in un villaggio berbero.
    Sono una toscanaccia…e il mio sogno è sempre stato costruire o vivere in un ecovillaggio ed ora, dopo aver imparato l’essenzialità e semplicità di questa terra e popolo…forse è arrivato il momento.
    Avendo degli amici tra Cuneo e Torino, mi piacerebbe conoscere la realtà di questo ecovillaggio, per poter condividere con loro e capire la possibilità di una mia vita con loro o capire se possibile costruire un ecovillaggio tra le foreste del Casentino, Arezzo, dove sono le mie radici!
    Ti ringrazio per il bellissimo articolo, se puoi girare la mia mail a loro te en sarei grata per poter, entro l’anno riuscire ad andare a provare e assaporare la loro esperienza.
    Choukran, tanmirte, merci, grazie,
    Elena

  70. Fabrizio says:

    Ok Antonio, come avevo scritto prima sono al mio terzo documentario, tutti autoprodotti, e tutti su tematiiche ambientali, il primo si chiama “Ritorno alla terra”, girato in Sicilia, il secondo su un ecovillaggio francese “Les enfants du demain” che funziona perfettamente, incentrato come prima cosa sull’insegnamento infantile. Il mio terzo documentario, autoprodotto, sarà sul tema della sostenibilità e stili di vita diversi da quelli che conosciamo. Quello che ti vorrei chiedere è se per caso, annunciandomi, potrei prendere un appuntamento con loro solo per parlargli del progetto, cosichè conoscendomi di presenza, forse mi possano dare il consenso per delle riprese, senza che comunque io faccia trapelare mai nel documentario il loro luogo o informazioni più private. Gia con il documentario sul ecovillaggio ho avuto modo di entrare nell’intimo della realtà collettiva, e ho seguito le loro direttive e non ho ripreso quello che loro non volevano che riprendessi. Ci tengo a dirlo perchè sono una persona che rispetta il proprio spazio, il mio interesse non è quello di farli conoscere e documentare la loro esistenza, ma di far conoscere dei modi di vivere diversi e possibili a coloro che hanno bisogno di cambiare. Se pensi che possa entrare in contatto in qualche modo con loro, magari con una mail, te ne sarei grato, ciao scusa per l’insistenza, buon lavoro.

  71. ivan says:

    Ciao complimenti per l’articolo . sarei molto interessato a questo stile di vita sarebbe stupendo visitare questo posto stupendo posso avere più informazioni gentilmente o avere la possibilità di poter parlare con qualcuno che possa aiutarmi a saperne di più. Grazie dell’attenzione spero in una risposta

  72. cecilia mantovani says:

    ciao,
    siamo due ragazze e frequentiamo la facoltà di design.
    abbiamo letto il tuo articolo su questa comunità sostenibile fuori dal comune e per un progetto fotografico che ha come soggetti i cambiamenti del luogo causati dalla comunità che li vive, avevamo pensato di svilupparlo su questa comunità.
    vorrei chiederti se dieci a metterci in contatto con loro, per andare a fare delle foto e parlarci.
    questa é la mia mail: cicilla91@live.it
    grazie per la collaborazione,
    cecilia e giorgia

  73. Giacomo says:

    Buongiorno,
    vorrei sapere, se possibile, quel è l’iter autorizzaztivo per riuscire a realizzare la propria abitazione in un bosco. Ovvero come è possibile edificare su un terreno non edificabile. In quel Comune hanno un particolare Regolamento Edilizio con deroghe???
    Questo progetto è molto interessante, ma mi sorgono molti dubbi sulla sua regolarità… Non è che il loro “anonimato” sia voluto per non scoprire eventuali irregolarità??? Essendo “civili abitazioni” mi viene da pensare al “permesso di costruire”, alle norme antisismiche, al calcolo strutturale, alla cubatura, la superficie coperta, la conformità degli impianti, ecc ecc ovvero tutti quei documenti che necessitano di una AUTORIZZAZIONE rilasciata dall’Ente competente… Grazie in anticipo per gli eventuali chiarimenti.

    • Antonio Gregolin says:

      le posso dire che l’anonimato è una scelta morale e intellettuale, giusto perchè per quanto riguarda la normativa comunale è stata applicata un paio di anni fa e tutto è regolare, nonostante la particolarità dell’ambiente. Questo include sopralluogo dei tecnici e verifica di tutti i parametri di sicurezza (spesso sono inferiori di quanto da loro applicato in termini di bioedilizia). Prego

  74. Lorenzo Nardi says:

    Ciao! Una finestra di speranza c’é allora! Mi chiamo Lorenzo Nardi, ho 24 anni e sono di Torino. Grazie per aver diffuso (con discrezione)e raccontato questa splendida realtà..mi occupo di arboricoltura e sarei molto interessato a conoscere dal vivo questo villaggio per poter essere d’aiuto eventualmente e anche imparare qualcosa a livello tecnico e umano..in previsione anche di un futuro abitativo che sia in simbiosi con la natura ma non per questo isolato e solitario..se fossero disponibili a un contatto via mail mi piacerebbe molto realizzarlo..finalmente un’avanguardia di gente autentica!! Faccio ancora a te e agli arboricoli i miei complimenti! Ti lascio la mia mail. Puoi girarla a loro perché valutino se mettersi in contatto con me? Ti ringrazio, Lorenzo.

    lorenzo.nardi.90@gmail.com

  75. Clara says:

    Carissimo Antonio, in primo luogo vorrei farle i miei complimenti per il bellissimo racconto, mi ha coinvolta e portata in un mondo che credevo non potesse esistere … Io vivo nelle Langhe, da poco diventate patrimonio dell’Unesco e di mestiere faccio la Geometra. Mi sono permessa di contattarla perchè nei mesi scorsi ho provato ad autorizzare un qualcosa di simile (anche se molto più piccolo) per un mio cliente ma … le risposte dagli uffici Comunali sono state tutte negative. Assolutamente non voglio turbare la privacy e la tranquillità di queste persole però mi piacerebbe capire come sono riusciti a superare l’infinita burocrazia che ci taglia sempre le gambe e ci ammazza i sogni. Le lascio il mio contatto e-mail per una sua cortese risposta. La ringrazio tantissimo per la disponibilità. clara19@alice.it

  76. Michel says:

    Caro Antonio,
    un piacere incontrarmi col tuo blog.
    Capisco le necessitá di privacy della cominitá, per quello volevo solo chiederti se mi puoi fare il favore di inoltrare la mia mail… con ringraziamento anticipato.
    Sono italiano ma vivo nella foresta amazzonica peruviana, dove ho fondato un’associazione per la conservazione della foresta e lo sviluppo di metodolgie di conservazione produttiva, sul sito arbioperu.org ne puoi sapere di piú, se per caso t’interessa.. ma in ogni caso sono un ingeniere ambientale con master in gestione forestale e a volte torno in italia.. e mi piacerebbe trovare in italia un posto dove poter passare del tempo che non sia in una cittá, giá che mi piace vivere nella foresta! o magari anche solo passare e conoscere la realtá che é il lemma della nostra associazione, cioé “convivere con la foresta é possibile”. grazie!
    Michel

  77. eleonora verri says:

    buon giorno Antonio, ho letto l’articolo con molto interesse, soprattutto perché vorrei fare la stessa cosa nella mia realtà, ma non saprei da che parte si comincia…e vorrei tanto avere delle informazioni! se fosse possibile chiedere agli interessati o anche a lei! solo che sono tante e faccio prima a lasciare la mia email 🙂 spero in una risposta, grazie per l’attenzione!
    eleonora
    lenny.89@live.it

  78. Buongiono,
    le scrivo a nome del collettivo fotografico Vollmacht (www.vollmacht.it). Dopo aver passato il 2014 nell’investigazione dei contesti urbani, vorremmo nel 2015 occuparci delle comunità che hanno scelto di vivere in modo “alternativo”, partendo dagli esempi che possano essere di ispirazione per il loro contatto con la natura. Saremmo interessati ad entrare in contatto con la comunità di cui ci racconta nel suo articolo. Ci chiedevamo se lei potesse essere disponibile a girare il nostro messaggio.

    La ringraziamo anticipatamente per il suo supporto!

    Vollmacht Kollektiv

  79. Edo says:

    Ciao Antonio, sono stato colpito dal tuo articolo e illuminato dalla creatività e dall’ambizione di queste persone. Mi ha sempre affascinato l’idea di poter vivere a contatto con la natura, inoltre sono amico di un ragazzo che sta studiando ingegneria ambientale e avremo entrambi il piacere di visitare o contattare gli abitanti del villaggio per porgli alcune domande di carattere tecnico.
    Quindi vorremo chiederti se, per piacere, passeresti la mia e-mail a loro o se potessi fornirmi un loro contatto diretto. Nel caso ti lascio anche l’email del mio amico nebioloalex@ymail.com
    In ogni caso, gradirei ricevere una tua risposta sia negativa che positiva.
    Ti ringrazio in anticipo.

    Edoardo

    • Antonio Gregolin says:

      Ciao Edoardo, sono Antonio Gregolin di STORIECREDIBILI.IT ti scrivo solo perchè mi chiedi di farlo in ogni caso. Purtroppo devo risponderti alla stessa maniera di centinia di altre identiche richieste. Purtroppo non è possibile soddifare la tua richiesta, perchè a tutti gli arboricoli da anni ormai non concedono alcuna autorizzazione nel nome della loro tranquillità. So che capirai e ti ringrazio per avermi scritto.
      Antonio

  80. Marina Muti says:

    Sono architetto, insegno e sono illustratrice naturalista e di siti archeologici insieme a Gabriele Maschietti uno tra i più accreditati illustratori naturalistici,.
    E’ possibile vedere il mio percorso formativo, di lavoro e di interessi sul mio profilo di Linkedin.
    Vorrei avere un contatto con voi e se possibile venire a trovarvi per capire di più la fattibilità di questa scelta.
    Credo che la vostra esperienza mi aprirebbe nuovi orizzonti.
    Grazie in anticipo della vostra risposta
    Marina Muti
    Nota: Vivo a Torino

  81. zarina says:

    che possibilità ci sono di entrare a fare parte del loro villaggio? cosa bisogna fare?

  82. Buon giorno signor Gregolin, mi chiamo Charly e sono uno speaker di un paio di radio del varesotto. Mi è molto piaciuto il tuo articolo ed ho scoperto con piacere questa gente che vive a contatto diretto con la natura in modo totalmente ecologico. Vorrei utilizzare parti del tuo articolo per la nostra trasmissione (Mysterritmo Evolution), anche una foto se è possibile. Ovviamente se vivi o transiti dalle nostre parti DEVI assolutamente farci visita e parlarcene di persona. Trovi nel mio sito tutte le coordinate. Grazie e complimenti.

  83. Fabio Pugliese says:

    Ciao Antonio sono un non vedente di Carpignano Sesia in provincia di Novara e CON MIA MOGLIE desidereremmo tantissimo poter visitare il vostro villaggio che, solo a leggere la tua splendida descrizione, ci ha fatto sognare.
    Se potessi comunicare a loro, anche il nostro sogno te ne saremmo tanto grati. Speranzosi attendiamo notizie

  84. Simona says:

    Ciao,
    mi chiamo Simona, ho due bimbi piccoli, un compagno argentino e vorrei tanto scrivere alcune cose a queste meravigliose persone. Posso farlo tramite te? Se puoi contattami : s_bellocchio@hotmail.com

    Grazie infinite

  85. Bruno Brunetti says:

    Ho un bosco e una bellissima quercia centenaria, su cui, da anni, sogno di costruire una capanna.

    Cercherei un tecnico o una persona con esperienza specifica, per darmi una consulenza (in Maremma). Se c’è qualcuno disponibile, puo’ inviarmi un e-mail, grazie.

    • Antonio Gregolin says:

      Che strano paese è l’Italia … e di conseguenza gli italiani!

  86. MARIO says:

    Siamo nel 2015, e tutt’oggi sia le amministrazioni comunali e autorita’ competenti, nei loro programmi politici, non fanno altro che riempirsi la bocca di belle parole e dispersivi progetti di carattere economico che ovviamente si ripercuotono sui cittadini , riguardanti l’ambiente e la sua salvaguardia….
    ma appena provi a presentare un progetto che realmente ha a che fare con queste realta’ tutto diventa impossibile….
    ho un terreno di mia proprieta’ di 10000 metri di cui 4000 boschivi pini, quercie , corbezzoli, olmi..
    ho presentato un progetto molto piu’ in piccolo di questo villaggio, solo a scopo didattico, per far avvicinare, capire, rispettare la natura ai nostri foturi eredi,,i bambini….ma mi anno preso per matto,,,
    nel comune dove vivo, serve permessi a costruire…
    io dico, su tante cose le amministrazioni chiudono gli occhi, e non si chiude un occhio per delle cause cosi importanti?
    ti costringono ad agire nell’inlegalita’, e tanto e’ forte il mio desiderio, che sicuramente seguiro’ questa strada…
    Vi ringrazio di questa grande testimonianza.

  87. Pingback: Villaggio di palafitte in Piemonte sui Monti Pelati.LE FOTOJEDA NEWS

  88. michele says:

    Salve sono un ragazzo che come tanti sente il richiamo della natura ma capisce di dover convivere con le bugie culturali 😉
    A breve col mio furgoncino vecchio stile dovrei trovarmi nei pressi di Torino e mi chiedevo se fosse possibile contattare e visitare questa dimensione per prenderne aiuti e spunti, così da chiedere ospitalità ad un bosco per crearmi la mia esperienza 😉
    vi ringrazio un saluto

    • Antonio Gregolin says:

      gentile michele è encomiabile il tuo impegno e sensibilità. Ma proprio questa sensibilità porta a dare agli arboricoli la stessa risposta data a tutti: non è possibile dare seguito alla tua richiesta. Ma coltiva la tua sensibilità.

  89. Alessia says:

    Ciau Antonio!intanto grazie per aver condiviso con tutti noi i tuoi giorni con loro, le emozioni provate e tutta la forza che scaturisce dalla loro decisione di intraprendere una strada “altra” e “fantasticamente pratica” come in tanti cerchiamo di fare. sarebbe bello poter condividere un pranzo, come quello da te raccontato, con chi abita sugli alberi, con chi sogna di poter realizzare una vita simile, con chi l’ha già provata e vorrebbe tornarci o solo rinfrescarsi la memoria e i polmoni, con chi è curioso e ascolta con il cuore aperto, con chi, in arrivo da qualsiasi luogo, abbia piacere di condividere. se puoi girarli la mail..grazie!
    la mia è brandyskric@hotmail.it.buoni giorni!Alessia

  90. Marco says:

    ciao Antonio
    Mi chiamo Marco, viaggio il mondo in Harley, perseguendo i sogni di una vita e cercando di aiutare gli altri a realizzare i propri.

    Nel 2013, dopo molti anni di vita a Londra, capii che era ora di cambiare aria. Di ricostruire la mia vita basandomi su ciò che davvero mi rendeva felice, sui miei sogni. Nel processo di organizzare la mia nuova avventura mi resi conto che potevo fare di più, ovvero portare l’esempio a chiunque fosse interessato ad ascoltarmi, e mostrare che non dobbiamo per forza seguire gli schemi della società moderna ma che possiamo costruire il nostro di stile di vita seguendo le nostre personali priorità e non quelle indotrinate.
    Quindi da novembre io vivo girando il mondo in moto portato avanti il mio progetto The Journey Of Dreams, ora mi trovo in Italia per completare il Giro D’Italia in Harley in 100 giorni.

    Entro i prossimi 10 giorni mi troverò in Piemonte e sarebbe fantastico poter andare a visitare gli “arboricoli” e poter raccogliere ulteriore testimonianza che un mondo diverso e’ possibile.

    La cortesia che ti chiedo è quella di potermi mettere in contatto con loro, via e-mail o telefono, così da poter esporre direttamente a loro le ragioni della mia breve visita e magari ottenere un invito.

    Ti ringrazio moltissimo per aver scritto questo articolo su una realtà illuminante per gli animi.

    a presto, keep in touch

    Marco MC

    • Antonio Gregolin says:

      la regola resta uguale per tutti: rispetto e riservatezza!

  91. Grazie per questo splendido articolo ! Sapere che il mio sogno possa realizzarmi mi riempie il cuore ! Siamo una coppia amante e rispettosa della natura …. Capisco e rispetto il bisogno di privacy di queste persone e il fatto che tu mantenga il segreto sulla loro posizione non fa altro che aumentare la stima nei tuoi confronti … Vorrei solo sapere se fosse possibile unirsi a loro in qualche modo e realizzare cosi il nostro sogno oppure se possono darci informazioni su come poterlo fare qui in liguria da noi …quindi quali permessi occorrono ecc.ecc,.. Grazie mille comunque di tutto a te ed un caloroso saluto anche a queste persone grazie !!!

  92. Stefania says:

    Ciao Antonio,
    Ho letto questo articolo è sono rimasta estasiata. Non mi sono mai interessata alla vita in mezzo alla natura, agli alberi, sono piuttosto “cittadina”, ma da quando ho conosciuto il mio ragazzo ho cambiato prospettiva. Lui è un appassionato di alberi e vive in un paese fuori Milano, chiamato Arese, dove hanno una particolare attenzione e predilezione per gli alberi. vorrei quindi gentilmente chiederti un indirizzo mail con cui potermi mettere in contatto con queste meravigliose persone e potergliele far incontrare, senza la pretesa di fare della pubblicità (sono un’insegnante) o ledere la loro privacy.
    Grazie mille per la disponibilità e per il tuo lavoro (ho letto anche alcuni articoli su questo sito molto interessanti)
    Stefania

  93. anna says:

    Ciao Antonio! Sono una studentessa di architettura e sto scrivendo la tesi sul modo alternativo di vivere, ed in particolar modo sulle case sugli alberi. Il tuo articolo mi ha colpita e vorrei poterti fare delle domande..Se ti è possibile essermi d’aiuto.
    Attendo tua risposta
    Grazie mille

  94. rosy says:

    Ciao per caso potevi fare girare la mia email a loro,ora vivo in Brasile e mi piacerebe una esperienza del genere grazie

  95. Lorenzo bux says:

    Ciao, mi accodo anchio alla lunga lista di persone che vorrebbero entrare in contatto con loro, help please! 🙂

  96. Pingback: Una vita sospesa | Camperturista

  97. Valeria says:

    Ciao, per realizzare anch’io il mio sogno di vivere nella natura desidero anch’io essere contattata via mail, per informazioni tecniche riguardo la realizzazione. Grazie

  98. Mario Picco says:

    Vi segnalo due filmati da me inseriti, su di una casa sull’albero
    da costruita nel 2006
    questi sono i link
    https://www.youtube.com/watch?v=4YVroRXpU9w
    https://www.youtube.com/watch?v=b1M1g-iRByY
    Chi mi vuole interpellare io sono in provincia di cuneo
    3474607207

  99. rosy says:

    vorrei fare cena qui
    mi dareste numero o email x prenotare
    grazie

    • Antonio Gregolin says:

      leggiti le risposte che ho già dato a tutti. Questo poi non è un ristorante, mi pare si sia capito! Fantasiosa domanda davvero la tua, per non dire altro…

  100. Maria rosa says:

    do per comodità l’email di mio marito ho letto che è impossibile mettersi in contatto con queste persone e lo posso capire sono fuggiti dal caos e tornati per quanto possibile alla natura chiedo…. Pensa che sia proprio improbabile chiedere di poter condividere con loro anche se per pochissimo tempo una simile esperienza? Ripagando ovviamente oppure se possibile anche un solo giorno senza doppi fini ma solo per provare una simile emozione (no perché in un solo giorno non sarebbe possibile) bisognerebbe portare i bambini perché imparino ad amare le rispettare la natura che ci circonda che imparino a conoscere le cose naturali le cose di una volta ecco io queste persone le ammiro e anche un po’ le invidio svegliarsi e vivere in mezzo alla natura anche se non per tutto il giorno perché purtroppo la vita ci vuole al lavoro la ringrazio per avermi letto Maria Rosa

  101. Chiaria Valter says:

    Curiosita’:se questa comunita’tiene cosi’ tanto alla propria privacy-riservatezza e non vuole pubblicita’ come mai ha permesso a Lei (giornalista)di visitarla, redigere l’articolo e scattare foto? Mi sembra quantomeno contraddittoria la cosa. Se non sono indiscreto:come li ha conosciuti, e’ stato contattato o li ha cercati Lei? Buona serata.

    • Antonio Gregolin says:

      Li ho incontrati, frequentati per due anni (e ancora oggi). Hanno capito lo spirito. Hanno avuto tutte le garanzie del caso. Sono diventato amico. L’obiettivo non era strappargli lo scoop, ma semmai mostrare il positivo che c’è. Diciamo che per scattare una foto c’ho impiegato due anni? Sono onorato di questa esperienza…e questo mi basta!

  102. Martina says:

    Ciao! Mi piacerebbe molto visitare questo posto meraviglioso. Come posso contattare la comunità?

  103. Gabriele Labanca says:

    Salve, sono un giovane studente, sto cercando di esplorare possibilità di vita “altre” da quella del condominio in centro città; inutile dire che questa storia degli Arboricoli mi affascina e incuriosisce. Mi piacerebbe molto poter avere un loro contatto, con la speranza di visitare il villaggio, ovviamente con la massima discrezione e offrendo collaborazione se servisse. Può aiutarmi? Nei vari siti e blog trovo sostanzialmente copie di questo articolo, senza contare che il sito talvolta indicato, arboricoli.it, non esiste più. Forse lei conoscendoli ha più risorse…

  104. Iacopo says:

    Ciao, bellissimo articolo, complimenti davvero.
    Mi piacerebbe poterti contattare in privato per avere un loro contatto, mi piacerebbe moltissimo fare una cosa simile anche io, ma vorrei capire come hanno aggirato problemi burcratici come costruire su un terreno boschivo, permessi edilizi ecc…
    La mia mail è: iacopo.guarneri@gmail.com

  105. valentina says:

    Ciao Antonio, mi chiamo Valentina e collaboro con l’aria che tira, La7. Mi sono imbattuta per caso in questo tuo articolo, e mi interessa molto. Volevo chiederti dei dettagli se possibile. Se sei disponibile mandami un tuo contatto telefonico alla mail che vedi sopra. Grazie
    A presto

  106. luca says:

    ciao io volevo solo sapere come hanno fatto con i permessi e cosa serve perche avendo un bosco volevo fare una casetta su un albero ..ma non capisco cosa e come si puo fare a livello burocratico ..oppure si fa e chi se ne frega?? grazie millle se mi date una riposta..

  107. Enzo says:

    Ciao a tutti, sono Enzo e vivo a Rivarolo, sono interessato a far parte del vostro villaggio se fosse possibile naturalmente.

  108. Luisa says:

    Gentilissimo,
    Mi piacerebbe molto poter contattare qualcuno del villaggio per sapere se è possibile visitarlo, potrebbe girar loro il mio indirizzo mail? Ho letto su un altro sito che è possibile richiedere ospitalità in cambio di manodopera…io purtroppo però non sono carpentiere ma dove posso mi presto…

    Grazie, saluti

    Luisa

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